6 min read Valeria Perrini

IntervistALTER x Equi.Voci

Articolo ed interviste a cura di: Valeria Perrini

Fotografie a cura di: Jessica Macchiavelli

Sabato 9 maggio 2026 al Bunker di Torino si è tenuta la seconda edizione dell’evento dedicato a tutti i Freaks: Equi.Voci.

Noi di Alter Torino abbiamo partecipato e vi porteremo in questo pomeriggio di sensibilizzazione su temi quali la diversità e l’inclusione, passando attraverso l’esplorazione delle differenze culturali, di genere e disabilità; tutto questo raccontato attraverso la voce di chi ha vissuto l’esperienza in prima persona e di chi l’ha ideata.

Il mio viaggio è iniziato parlando con Beatrice Dema, vicepresidente di Club Silencio, che mi ha spiegato accuratamente in cosa consiste Equi.voci e come nasce l’iniziativa:

B: Questo evento è ideato per la città di Torino in particolare per l’assessorato alle politiche giovanili, quindi all’assessora Carlotta Salerno. Si tratta della seconda edizione ed è un evento nato per sensibilizzare e attivare giovani under 30 sulle tematiche di diversity, equity ed inclusion.

V: Come è organizzato l’evento?

B: Ci sono quattro hub con quattro tematiche diverse: la parità di genere e i diritti LGBTQIA+, multiculturalità ed accessibilità, quindi si pone l’attenzione su tutte le forme di sensibilità e neurodivergenza.  Il linguaggio è il cuore del progetto, l’idea è infatti riuscire a trattare questi temi nel modo più accessibile possibile, lavorando sulla traduzione linguistica, con workshop, laboratori e momenti di festa e socialità. Allo stesso tempo anche talk e performance aiutano ad abbassare le barriere che qualcuno potrebbe avere riguardo a questi temi.

V: Riguardo al tema della disabilità c’è un laboratorio oppure uno stand che mi consigli?

B: Sì certamente! Ne consiglio due inerenti a questa tematica. Il primo si è tenuto dove siamo sedute però si è appena concluso. Era un’attività organizzata dai Mai Ultimi che è un collettivo che si occupa di disabilità, neurodivergenza, ed era molto interessante perchè simulava in persone che non hanno alcun tipo di disabilità o neurodivergenza la complessità di muoversi nello spazio. L’altro laboratorio è di LIS, ovvero una prima alfabetizzazione della lingua dei segni. Sarebbe davvero bello se tutti avessero una base di questa lingua per poter essere capaci di comunicare universalmente.

Dopo aver ringraziato Beatrice, la mia attenzione si è spostata verso il gazebo dei laboratori, organizzato con tavoli, divanetti e musica. Mi sono così diretta verso due ragazze in piedi: Agnese e Francesca.

V: Ciao Agnese, come stai? Ti va di raccontarmi del tuo ruolo nella realtà di Club Silencio?

A: Va tutto bene grazie! Si, io sono tirocinante presso Club Silencio e mi occupo del settore della gamification. Aiuto a sviluppare e a lavorare sulle attività di gioco che si organizzano agli eventi.

V: Direi che si tratta di un ruolo molto interessante. Ma cosa si può fare qui al vostro banco?

A: Ci sono due quiz che hanno per tematica i diritti LGBTQIA+, la parità di genere, la multiculturalità e l’accessibilità.

V: Ti andrebbe di propormi un quiz per testare le mie conoscenze?

A: Certamente! Sai cos’è il test di Bechdel?

V: Mh ecco… Sicuramente è un’informazione che è passata di sfuggita dal mio cervello e che ha scelto di non fermarsi. Ti andrebbe di suggerirmi la risposta?

A: E’ un test che si fa per valutare la presenza attiva delle donne nei film e per essere positivo ci devono essere almeno due donne che parlano tra di loro ma non di un uomo.

V: Sei stata di grande aiuto, grazie mille!

Francesca invece a te volevo chiedere: che cosa ne pensi dell’andamento dell’evento?

F: Credo stia andando molto bene. All’inizio c’era meno gente, però adesso il flusso sta aumentando e tante persone partecipano ai laboratori di collage e al workshop tenuto da due antropologhe. Vedo che i partecipanti sono molto interessati a queste attività che li coinvolge direttamente.

Incuriosita dal parere delle persone ospiti all’evento mi sono recata a parlare con un gruppetto di loro. Chiara, Nick e Alfredo mi hanno raccontato di come stavano trascorrendo la giornata e delle loro impressioni:

C: Stiamo bene, l’ambiente è bello, ci sono un sacco di persone e tante famiglie con i propri bambini.

N: Non vedo l’ora di imparare qualcosa di nuovo!

A: Questa è la seconda edizione di Equi.Voci ed è anche la seconda volta che partecipo. Dalla prima volta si vede che sono tutti più tranquilli e c’è meno frenesia. Ho molto apprezzato la presenza dell’assessora Salerno e apprezzo ancora di più che si tratti di uno dei pochissimi eventi a Torino che mette al proprio centro le persone con disabilità e neurodivergenze, dando importanza alla soggettività di ognuno.

Al termine della chiacchierata con i ragazzi mi sono presa una pausa e passeggiando ho notato un banchetto che esponeva la maglia e la tote bag di un festival cinematografico. Così Marco Berton mi ha schiarito le idee a tal proposito.

M: Sono co-fondatore e ideatore del Disability FIlm Festival, organizzato dall’Associazione Volonwrite.

V: Ti va di parlarmi di come nasce l’idea del Festival?

M: Io sono un giornalista presso l’associazione di volontariato Volonwrite di Torino, che si occupa di comunicazione sulla disabilità. Nel nostro decennale volevamo fare qualcosa di diverso rispetto alla solita attività di giornalistica e quindi, visto che Torino è un po’ la città dei festival cinematografici tematici, ci siamo accorti che il focus sulla disabilità mancava, pertanto dal momento che conoscevo personalmente Carmen Riccardo, un’esperta di cinema con disabilità motoria, che scriveva articoli recensioni su un film a tema disabilità, l’ho coinvolta nel progetto ed è nato il Disability Film Festival.

V: Pensi che i giovani abili possano essere coinvolti da questa tematica?

M: Allora, sono interessati dal momento che sono interessati all’attivismo. Chi ha a cuore i temi sociali sicuramente è portato a seguirlo. La seconda edizione ha avuto un boom di presenze inaspettato. Sicuramente anche grazie agli attivisti e agli attiviste l’attenzione sta aumentando anche perché i giovani mi viene a dire ad oggi sono molto più sensibili rispetto alla mia generazione. Questo quindi sicuramente mi fa mi fa ben sperare! Sono sicuramente importanti contenuti che siano non paternalistici ma comunque partecipativi. Ad esempio abbiamo aggiunto l’ultima edizione un workshop di fumetto.

V: Ti chiedo allora di dirci quando si terrà la prossima edizione del Festival per chi fosse interessato a partecipare

M: Essendo biennale la prossima edizione si terrà nel 2027.

V: Grazie Marco!

E grazie a tuttə voi di essere rimastə fino alla fine e di aver seguito Alter in questa avventura all’insegna della libertà di essere sé stessi.

Per concludere in bellezza vi lascio con una citazione di Fumettibrutti durante il suo talk che può essere spunto di riflessione:

 “perché modificarsi per piacere agli altri?”.

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